I Cobots rivoluzionano l’industria

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Ve lo ricordate Charlie Chaplin in Tempi Moderni? Ora dimenticatelo: i Cobots (Robot Collaborativi) vengono a rivoluzionare la nostra idea di catena di montaggio grazie a flessibilità, economicità e facilità d’uso.

Per molti anni le industrie hanno fabbricato enormi quantità di prodotti in serie tutti identici e i robot impiegati necessitavano essere altamente specializzati, ossia programmati per svolgere al meglio una sola operazione. Oggi però i consumatori vogliono prodotti su misura e continuamente aggiornati: per rispondere a questo tipo di domanda sono necessari dei robot altamente flessibili, ossia i Cobots.

L’obiettivo è quello di automatizzare task che richiedono una grande manualità e che per questo fino ad oggi erano stati di competenza esclusivamente umana. Per farlo si combinano le abilità umane (Manualità, Flessibilità e Problem Solving) con le abilità di un robot (Forza, Resistenza e Precisione).

I Cobots presentano 3 caratteristiche principali: sicurezza, semplicità d’uso e convenienza. Tutte qualità che li rendono perfetti soprattutto per le piccole e medie imprese. Infatti costano molto meno di un classico robot industriale, non richiedono di ripensare la disposizione dell’impianto e possono essere programmati facilmente da chiunque senza necessità di ricorrere a tecnici specializzati (un bel risparmio!).

I Cobots sono tendenzialmente più lenti e meno potenti dei tradizionali robot industriali perchè devono adattarsi alla forza e alla velocità del loro partner umano. Per questo è molto più importante che siano in grado di percepire cosa succede intorno a loro e agire di conseguenza in maniera corretta. Questo è reso possibile da una serie di sensori: sensori di forza e momento, sensori di visione (Safety Eye ), voce (microfono per stop vocale) e tocco (Artificial Skin). Tutti questi sensori li rendono intelligenti ed evitano che possano provocare danni agli esseri umani.

I Collaborative Robots sono facili da usare perché in generale si programmano o per imitazione (mostrandogli i movimenti che dovrebbe eseguire), o per dimostrazione (muovendo il braccio robotico nello stesso modo in cui il robot dovrebbe muoverlo cosicchè il sistema possa memorizzare la sequenza di movimenti).

Diventa quindi molto rapido modificarne il funzionamento se necessitiamo il robot per un’altra operazione in altro punto dell’impianto (sono in generale leggeri e compatti e quindi facilmente trasportabili) e può farlo qualsiasi operaio.

Questi sono alcuni degli ultimi Cobots sviluppati:

Due robot molto interessanti sono quelli progettati dall’americana Rethink Robotics: Baxter e Sawyer. Sono sicuri, flessibili ed economici (si stima che il loro ritorno di investimento sia inferiore a un anno); non necessitano di essere programmati e vengono periodicamente rilasciati degli aggiornamenti del software per aumentarne le capacità. Oltre a presentare sofisticati sistemi di controllo progettati su misura e la capacità di riorientare abilmente gli oggetti.

Sawyer

Invece la svizzera ABB ha presentato YuMi, un robot collaborativo che può lavorare in totale sicurezza a fianco dell’uomo grazie al design improntato alla cosidetta “sicurezza innata” (design che è valso ad ABB il Red Dot Award).

YuMiIl robot è dotato di un sistema di visione, dexterous gripper, sensori di forza e di un software flessibile che gli permette di apprendere. Tutto questo lo rende in grado di manipolare un orologio o un PC con lo stesso livello di precisione e rapidità senza danneggiare nulla.

YuMi però presenta anche un’altra grande innovazione: è pensato per essere integrato nell’intero sistema di produzione attraverso IoTSP (Internet of Things, Services and People). Esso consentirà a YuMi di collegarsi a un network di risorse che gli permettano di sviluppare nuove capacità (immagazzinare e elaborare i dati dell’intero sistema produttivo per ricavarne informazioni sul suo ruolo o per interagire con le altre risorse presenti per adattarsi a particolari eventi o cambiamenti).

IoTSP e YuMi semplificheranno ancor di più la programmazione dei robot. Infatti l’idea è di poter programmare un robot per imitazione o dimostrazione e che questo successivamente condivida l’abilità acquisita attraverso un cloud a cui avranno accesso gli altri robot dell’impianto. Questi quindi non necessiteranno essere programmati a loro volta perché gli basterà scaricare queste informazioni, poi a loro volta condivideranno le loro capacità portando a una serie di incredibili benefici per la produzione in termini di tempi e costi di riprogrammazione.

Il tema è ormai tanto importante che da qualche anno gli viene dedicato un evento chiamato “International Collaborative Robot Workshop” che quest’anno si è tenuto a Boston il 3 e 4 maggio scorsi.

La presenza di questi robot non implica necessariamente un minor impiego di manodopera umana, che anzi molte volte vede un incremento.

Inoltre si è osservato che i Cobots permettono di aumentare l’efficienza dei lavoratori, non solo perché li sollevano dei lavori più pesanti, ma soprattutto perché il lavoratore si sente maggiormente valorizzato. I Cobots sono visti come assistenti, non come rivali.

Questa tecnologia infatti non vuole sostituire le persone ma punta a sfruttare i punti di forza di umani e robot per raggiungere nuovi livelli di efficienza e produttività che nessuno dei due può raggiungere da solo. Da qui nasceranno nuovi tipi di fabbriche e nuovi tipi di processi.

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