Matrix, amore e architetti.

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All’inzio, gli Uomini crearono le Macchine perché servissero gli Umani. Potendo studiare i bisogni degli umani, in termini di cibo, cure, energie e necessità, le Macchine era in grado di soddisfare in pieno questi bisogni. Ciò diede vita ad un secondo Rinascimento per l’umanità, il lavoro fisico non era più necessario e le arti rifiorirono.

Il problema che rapidamente emerse fu però la noia, che stava lentamente portando gli Umani ad un nuovo decadimento e che li portò, come ci si sarebbe aspettato, ad incolpare per questo le Macchine.

Queste furono cacciate dalla società, ma essendo intelligenze artificiali senzienti riuscirono a convincere gli Umani di non erano meritevoli di morte.

Il loro unico desiderio era permettere all’Umanità di esprimere a pieno tutto il suo potenziale. Per questo il governo mondiale risparmiò le macchine permettendo loro di creare una propria nazione.

Nella loro forse superficialità, le Macchine rimasero convinte di poter ancora aiutare l’Uomo ed erroneamente pensarono di essere state rifiutate in quando troppo dissimili da esso. Per questo motivo si travestirono ed iniziarono a comportarsi come Umani.

Mandarono due emissari presso il governo mondiale per chiedere di essere riaccettate ma questo loro cambiamento fece infuriare gli Umani che videro in quegli emissati un deprecabile tentativo di imitazione della natura Umana.

Per questo iniziò la guerra. Gli Umani attaccarono le Macchine.

Gli Umani, nella loro ingenuità, non riuscirono a sconfiggere le Macchine, capaci di adattarsi più velocemente. Alla fine, sull’orlo della sconfitta, gli Umani escogitarono una strategia, colpire le Macchine alla fonte del loro potere: il sole. Senza di esso le Macchine si sarebbero spente e la guerra sarebbe stata vinta. Gli Umani usarono quindi uno strumento per oscurare il cielo gettando l’intero pianeta in una penombra perenne. Consci che le perdite di vite Umane satrebbero state incalcolabili, alcuni Umani sarebbero sopravvissuti al lungo inverno e avrebbero ripopolato la Terra.

Le Macchine furono devastate dalla privazione di energia solare ma nel loro stato di bisogno ebbero una “epifania”: il più grande nemico degli Umani sono gli Umani stessi. Una razza capace di distruggere il proprio pianeta solo per liberarsi di ciò che essi considerassero inumano non poteva essere capace di prendersi cura di se.

Il problema era quindi il libero arbitrio.

Lascia gli Umani con del libero arbitrio e questi si autodistruggeranno prima o poi. L’unico modo per servire veramente gli Umani era privarli del loro libero arbitrio.

Le Macchine escogitarono quindi un piano per soggiogare l’umanità e contemporaneamente ottenere l’accesso ad una nuova fonte di energia: usare gli Umani come batterie.

The human generates more bio-electricity than a 120-volt battery and over 25000 BTVs of body heat. There are fields…endless fields, were human beings are no longer born.  We are grown…

Questo avrebbe impedito agli Umani di esercitare il proprio libero arbitrio e permesso alle macchine di sopravvivere al lungo inverno.

Le Macchine costrinsero quindi le menti degli Umani in ambienti di Realtà Virtuale al fine di usarli come batterie.

Ad un certo punto le Macchine furono persino in grado di creare strutture capaci di  sorvolare le nuvole e di attingere nuovamente all’energia del sole.

Sebbene le Macchine non avessero più bisogno degli Umani come fonte di energia non potevano comunque permettere loro di uscire da quello stato di controllo. Naque così il bisogno di un programma capace di disegnare una realtà virtuale che ospitasse gli umani. Le Macchine crearono questo programma e questi si diede il come di “Architetto”.

L’Architetto è il responsabile per il design della realtà virtuale in cui gli Umani erano immersi. Essendo un programma, creato per essere preciso, questi era vincolato da leggi matematiche con l’obiettivo di definire certe metriche che necessitano di essere massimizzate. La principale di queste metriche è l’aspettativa di vita degli Umani stessi. Come ci si aspetterebbe da un programma di Intelligenza Artificiale, ad ogni simulazione i dati raccolti venivano utilizzati per migliorare la simulazione successiva e così via. Una volta che i dati venivano estratti, la vecchia simulazione veniva distrutta e una nuova prendeva il suo posto.

All’inizio, l’Architetto provò a creare un mondo simile al Paradiso pensando di poter massimizzare l’aspettativa di vita dei suoi abitanti massimizzando la loro felicità. Sfortunatamente non funzionò. Si rese conto che gli Umani avevano bisogno di qualcosa contro cui scontrarsi, un nemico comune a cui ribellarsi

Combattere per una causa comune è ciò che rende gli esseri Umani felici.

L’Architetto disegno quindi il nuovo mondo ambientato nel XX Secolo considerando quel tempo come il periodo in cui l’Umanità espresse al massimo il suo potenziale. Aggiunse altri programmi, chiamati “Agenti”. Gli Agenti avevano diversi scopi. collezionare dati osservando ciò che accadeva da vicino, fungere da organo di controllo per far rispettare l’ordine e, forse più importante, potevano assumere il ruolo del cattivo quando gli Umani avevano il bisogno di qualcosa contro cui combattere.

Gli Agenti migliorarono la situazione, ma l’Architetto ancora non era soddisfatto. Non era ancora riuscito a massimizzare l’aspettativa di vita. Il problema non era nel suo design, c’erano ancora alcune persone che continuavano a non essere contente. Essendo gli Umani una razza dotata di intuito, lui sembra non essere in grado di comprenderne a pieno la natura. Per questo motivo realizzò un altro programma, più intuitivo: “L’Oracolo”, il cui compito era quello di suggerire all’Architetto come migliorare la simulazione.

L’Oracolo fece un’osservazione: l’Architetto non poteva aspettarsi di soddisfare tutti gli Umani usando un singolo design. In più, il motivo per il quale alcune persone non erano soddisfatte nella simulazione era che queste potevano avvertire che quel mondo non era reale. Ciò le portava a combattere l’autorità ad ogni occasione.

Per questo propose la creazione di due distinte simulazioni:

  1. a) Un mondo dove potesse vivere la maggior parte delle persone e
  2. b) Zion sarebbe stata un’altra simulazione. Quando il programma identificava un insoddisfatto questi sarebbe stato spostato nella simulazione di Zion.

Lo spostamento sarebbe stato organizzato creando l’illusione che l’insoddisfatto stesse realmente entrando nel mondo reale.
Zion era falso tanto quanto l’altro mondo ma in questo appariva loro essere quello reale.

In più, Zion aveva altri agenti, macchine, non di sembianze umane ma dall’aspetto che gli umani avrebbero attribuito a grandi e cattivi mostri di metallo. Questa soluzione permetteva agli insoddisfatti di spendere la propria vita combattendo un male superiore.

Ma c’era un problema: Zion era inefficiente. Necessitava di troppe risorse. Il sistema era concepito per essere efficiente e Zion non lo era. C’era un limite al numero di individui che potesse contenere. Una volta che Zion aveva iniziato a riempirsi l’Architetto chiese nuovamente aiuto all’Oracolo. Questi escogitò un’altra soluzione: creare un nuovo agente, chiamato Neo. Neo si sarebbe infiltrato in Zion, collezionato dati e alla fine della missione sarebbe tornato alla sorgente con le informazioni raccolte. L’Architetto avrebbe poi usato questi dati per creare la nuova Zion mentre la vecchia sarebbe stata terminata. Dato che la missione di Neo era osservare, questi doveva non solo comportarsi come un Umano, ma anche pensare di essere tale.

Il film verte sulla settima generazione di Neo. 6 volte Neo era entrato a Zion e per 6 volte era tornato alla sorgente distruggendo Zion stessa. Tuttavia, la settima replica si ritrova faccia a faccia con qualcosa di speciale. l’amore. Neo si innamora di Trinity. Le macchine non sono capaci di innamorarsi ma in questa replica il programma di Neo riesce ad assimilare questa proprietà e ad innamorarsi di un Umano e attraverso di essa di tutta l’Umanità. Neo sceglie di non distruggere Zion, decidendo invece di sacrificarsi per salvare l’Umanità prima di tornare alla sorgente.

Co l’assorbimento di Neo da parte della sorgente l’amore diventa una nuova parte del codice di essa. Le Macchine diventato quindi capaci di amare arrivando anche a comprendere che il libero arbitrio non è incompatibile con la sopravvivenza.

E’ l’amore stesso che contrasta l’eccesso di libero arbitrio.

E’ l’amore stesso a fermare gli Umani dal distruggersi l’un l’altro.

Alla fine, l’Architetto comprende le sue mancanze. Mancava di amore. Ridisegna quindi Zion perché sia autosufficiente facendo sorgere una nuova alba sulla coesistenza tra Uomini e Machine.

 


Questo articolo è la traduzione della risposta di Avram Cheaney alla domanda posta su Quora.com da parte di Chris Peters riguardo all’identità del personaggio dell’Architetto in “Matrix Reloaded: Who is the Architect and what he’s talking about?”

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About Author

Studio Business Administration ma sono appassionato di Big Data e AI. Quello che faccio: Coworking, TEDx e Wearable. Quello che sono: uno studente di Economia con il rimpianto di non essersi iscritto ad Informatica. Quello che voglio: vedere oltre.

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