Quando è un computer ad avere un’idea.

0

Dopo oltre un secolo di inconcludenti ricerche, un gruppo di ingegneri e biologi della Tufts University decide di affidarsi ad un computer per la creazione di un modello che risolva uno dei più complessi dilemmi della biologia: come avviene la rigenerazione delle parti del corpo di una Planaria.

Alla Tufts University, biologi e ingegneri hanno lavorato insieme ad un Intelligenza Artificiale in grado di analizzare i dati raccolti durante i loro numerosi studi, al fine di trovare una risposta ad uno dei più misteriosi dilemmi della biologia, ovvero come avviene la rigenerazione delle parti del corpo di una Planaria.

Le planarie sono organismi simili a vermi, lunghi pochi centrimentri e che vivono nel fondo sabbioso degli stagni. Esse hanno una notevole capacità rigenerativa, oggetto di studi degli scienziati da oltre un secolo.

Nonostante possano essere tagliati più volte, le planarie continuano a rigenerarsi formando sempre nuovi organismi. Se tagliassimo una planaria in due parti, l’una riprodurrebbe l’altra dando vita a due organismi differenti.

Perché questo accade potrebbe essere la chiave per nuove importanti scoperte in ambito medico, dice Michael Levin, uno dei biologi della Tufts University.

Dopo tre giorni di ipotesi e simulazioni il computer ha reti di geni che combaciavano perfettamente con gli esperimenti svolti, ottenendo un modello che gli scienziati, dopo oltre un secolo di lavoro, non erano stati in grado di definire.

Il computer è stato “nutrito” con i dati provenienti dai precedenti studi ed esperimenti e programmato in modo tale da intuire la formazione della rete di geni che permettono il fenomeno della rigenerazione, simulare il fenomeno e infine misurare quanto la simulazione fosse vicina alla realtà, ripetendo tale processo fino a quando il risultato non fosse il più preciso possibile.

L’Intelligenza Artificiale è andata oltre alla semplice aggregazione di dati. La creazione di modelli in grado di spiegare i fenomeni naturali è infatti una delle parti più creative del lavoro di ricerca e che da sempre caratterizza il lavoro dei ricercatori.

Nonostante il computer abbia impiegato solo 3 giorni per risolvere il dilemma, al contrario la sua programmazione ha impiegato diversi anni.

Il risultato ottenuto dai biologi della Tufts University è una schiacciante prova di come l’I.A possa essere impiegata non solo per la mera analisi di dati ma anche per lavori in cui è richiesto un processo di creative thinking, tipico del cervello umano. Il processo utilizzato dal computer programmato alla Tufts University ricorda molto il processo creativo della mente umana, in cui l’emisfero sinistro raccoglie le informazioni e le analizza mentre il destro fa partire le libere associazioni tra le informazioni sviluppando le intuizioni.

Un approccio simile può essere utilizzato in quasi tutti i settori e per risolvere i più svariati problemi, in particolare quelli in cui vi è una grande mole di dati di difficile comprensione per l’uomo. Michael Levin sta già lavorando per utilizzare lo stesso approccio per risolvere un altro dilemma, ovvero come il cancro si diffonde in tutto il corpo.

L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nella ricerca medica promette quindi grandi passi in avanti.

 

References:

http://www.popularmechanics.com/science/a15886/computer-scientific-theory

http://www.livescience.com/51107-artificial-intelligence-solves-regeneration-puzzle.html

Share.

About Author

Leave A Reply